
Nome: Taty
Volontaria in Perù presso il Caef (Centro de Atencion y Education a la Familia) casa famiglia che ospita bimbi maltrattati o ad elevato rischio di violenza familiare.
Taty74@iol.it
I miei viaggi per il Perù.. (con foto)
IL BLOG DELLA DANY
Il blog di Krilly volontaria in Perù
IL PRIMO SITO DELLA TATY
La Piccola Locanda a Cusco
TUTTO SUL PERU'... IL SITO DI MAGIA DELLE ANDE
visitato *loading* volte
Gennaio'05 Sono ormai quasi 2 mesi che vivo in Peru'... che strano... mi sembra ieri il giorno in cui ho ricevuto la telefonata che ha cambiato la mia vita.... ed invece son già trascorsi 9 mesi.
Ma partiamo dall'inizio... aprile e maggio del 2004 li ho trascorsi attaccata al computer... volevo fare volontariato internazionale... ne ero decisa, convinta e molto motivata... qualcosa dentro di me mi spingeva in questa direzione e così, invece di organizzarmi la classica vacanze estiva (tutto riposo e relax), sentivo la necessità di partire per qualcosa di diverso, per aiutare qualcuno o forse... più per aiutare me stessa...
Ho così cercato, cercato e cercato... sui giornali, in internet, parlando e chiedendo ad amici e conoscenti... volevo partire, andare... non mi interessava la meta, l'importante era fare del "volontariato internazionale"....e così le mie ricerche spaziavano dall'Africa all'America Latina, dall'India all'Oceania... ma... nulla, non incontravo assolutamente niente.
Ho inviato miriadi di mail a chiunque.. ad associazioni laiche e cattoliche, a ONG (Organizzazioni non governative)... e ad associazioni di qualunque tipo che facessero "campi di lavoro all'estero", ma tutti coloro che mi rispondevano, dicevano che ero in ritardo, che solitamente si fanno corsi di formazione ed incontri di preparazione partendo da marzo e, le associazioni che non li facevano, erano comunque già al completo da molto tempo...(per fortuna si dice che i giovani non hanno valori!!!)
Mi stavo ormai demoralizzando ed arrivata a giugno avevo ormai perso le speranze...
La notte del 23 giugno ( a mezzanotte avrei compiuto gli anni!!) con alcuni amici decidiamo di andare al cinema a vedere "Diario di una motocicletta" di Salles.
"Il film racconta la storia di un avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara che, in compagnia di un amico e della mitica "poderosa" (la moto), decide di percorrere l'America Latina...è la storia di un viaggio, un diario, un’avventura, un divertimento, ma soprattutto di una progressiva presa di coscienza man mano che vengono consumati i chilometri sulle strade polverose dell’Argentina, del Cile, del Perù, del Venezuela...
E' un viaggio di esplorazione e scoperta dei luoghi più nascosti di questo affascinante paese, che diventa un viaggio nella propria anima, fatto attraverso gli occhi e la vita delle persone che incontrano via via lungo il cammino. E' la consapevolezza di come la realtà sia ben diversa dai sogni, di come la vita si allontana spesso dalla concezione romantica che se ne ha.
I due avventurieri hanno modo di comprendere come lo sviluppo economico abbia creato tante differenze nella società, di come tante persone ne vivano ai margini, costrette a sacrificare sogni, affetti e dignità alla ricerca di un lavoro per permettere ai loro figli di crescere e forse vivere in un modo migliore rispetto ai loro genitori.
E' un viaggio nella disillusione che raggiunge l'apice nel vedere le rovine di una gloriosa civiltà, gli Inca, brutalmente spazzata via, ed il sistema di funzionamento di un lebbrosario (nell'amazzonia peruana) nel quale i protagonisti sono ospiti e volontari per qualche tempo. Nel lebbrosario il contatto tra malati e sani è ridotto al minimo, da un sistema di regole che separano e quasi "segregano" gli ammalati dall'altra parte del fiume, che non lasciano spazio alla creazione di rapporti di amicizia o semplicemente all'umanità.
Questo film é la presa di coscienza di quel disagio cosi' diffuso eppure cosi' ignorato che pervade la società, della presenza di una moltitudine di persone in estrema povertà, confinate ai limiti della nostra memoria e della nostra coscienza, una moltitudine in continua crescita, silenziosa ma non per questo meno sofferente."
Uscita dalla sala cinematografica mi sentivo morire... fiumi di lacrime sgorgavano dai miei okkhi... tutto ciò che il mio cuore sentiva, provava e desiderava, in questo film aveva preso forma e parola ed il mio desiderio di partire per mete lontane, di conoscere posti nuovi, gente nuova, di vedere e confrontarmi con realtè diverse, di aiutare qualcuno... si faceva sentire sempre più forte....
Il 24 giugno (giorno del mio trentesimo compleanno!!) squilla il cellulare... un numero a me totalmente sconosciuto compare sul display... (forse sarà qualcuno che vuole farmi gli auguri... penso...) rispondo e dall'altra parte una voce maschile mi dice:
"Ciao sono Padre Cambiaso della Lega Missionaria Studenti di Torino, ho ricevuto una tua mail sul tuo desiderio di partire per il "campo di lavoro" in Perù.. eravamo al completo ma un ragazzo ha rinunciato e così abbiamo un posto libero... la tua mail mi è piaciuta molto, mi è parsa completa e dettagliata... ti prendo a scatola chiusa, non ti conosco ma mi sembra che tu abbia, le competenze, l'età e la volontà adeguata per fare quest'esperienza..."
Mentre lui parla il mio cervello va a mille... cerco di ricordarmi cosa posso aver letto sul Perù, sulla Lega Missionaria... la mail che gli ho inviato... cosa avrò scritto??? niente... non ricordo nulla... ho letto così tanto ed ho inviato così tante mail che non posso ricordare...
Gli chiedo ulteriori dettagli, lui mi spiega il tutto ed alla fine gli domando "entro quanto tempo devo dare la risposta?" e lui.... "entro stasera!!!"
Ed ora?? che faccio?? il mio desiderio di mesi sta diventando realtà... mi sento esplodere di gioia, felicità, allegria, dolore, paura, timore... mi sento intrappolata in una miriade di emozioni troppi forti... troppo intense... Aiuto.... chiamo i miei...
in costruzione
wwww
in costruzione
22 dicembre '04 Ho una gran voglia di nuotare, di fare sport, ma qui di piscine al coperto per fare qualche vasca... neanche l'ombra... In fondo siamo nella città dell'eterna primavera, dove fa caldo tutto l'anno... e le piscine.. sono solo all'aperto...
Francisco organizza così un pomeriggio in piscina con Jorge (suo fratello), Cecilia (la fidanzata) e Diego (il figlio).
La piscina in cui andiamo non segue certo gli standard di grandezza italiani, però è carina, pulita e semivuota.
Eppoi, l'entrata di 10 soles a persona (2,50euro) comprende persino il pranzo... abbondante...
Però è davvero assurdo... 2 giorni prima di Natale ritrovarsi così....
Dicembre '04 In Peru', affinche' i documenti abbiano validita' legale, e' necessaria la presenza di due tipi di firma (la firma classica e quella digitale). Cosi' anch'io, per regolarizzare il contratto di affitto, mi sono recata con il padrone di casa alla Notaria, dove, dopo aver firmato le 4 copie del contratto, mi hanno fatto intingere il mio ditino nell'inchiostro per poi lasciare la mia "impronta digitale" su queste.... e' stata una sensazione davvero strana... mi sentivo quasi una carcerata!!!

Dicembre'04
Trujillo, la città dell'eterna primavera... ma ora è estate e si sente...
Siamo in dicembre.. ho lasciato da pochi giorni il freddo ibernante italiano e mi ritrovo qui, sotto un sole cocente ad ustionarmi nell'estate peruana... (la mia vitiligine farà faville...). E' tutto così diverso.. ma così emozionante...
E poi Trujillo è una cittadina così carina.. dall'aria tranquilla e romantica... piena di verde e di piccoli parhi che spuntano ad ogni angolo della città... E quello che si vede nella foto è il parchetto sotto casa mia, dove ogni mattina alle 7 un gruppetto di signore si diletta a praticare yoga e nel resto della giornata alcuni ragazzi giocano a basket (per la gioia di Fra che ha cercato casa vicino ad un parco perchè adora giocare a football... che sfigato!!) Però è così bello uscire di notte ed andare al parco a pattinare, a mangiarsi un gelato o farsi solo quattro chiacchere sotto il cielo stellato dell'estate di dicembre...
"Francisco e Oswer davanti alla nostra casetta..." Si.. quello cerchiato in giallo è proprio il mio appartamento...
"Casa da ricchi in un quartiere benestante..." pago 300 dollari al mese (240 euro) per affittare un appartamento completamente ammobiliato a nuovo, composto da cucina, 2 bagni, salotto, 3 camere e lavanderia...
Prezzo davvero irrisorio per un europeo... lo stipendio di un mese di un peruano che guadagna bene....
Dicembre'04 Due giorni dopo il mio arrivo in Peru' e dopo un breve, ma meritato riposo nella Capitale, il 6 dicembre sono partita da Lima verso Trujillo (la citta' che mi ospitera' in questa mio lungo soggiorno) con un viaggio notturno in autobus.
Arrivo, con mezz'ora di anticipo, al "Terminal" delle partenze dei bus della compagnia di viaggio "Oltursa" ed affido la mia valigia rigida ed il mio nuovissimo e bellissimo "zainone da montagna" giallo all'addetto che carichera'(!!!!!???) i bagagli sul bus ed in cambio mi danno 2 ticket con il numero corrispondente alle mie valigie. Mi avvio cosi', tranquilla e rilassata, al bar in attesa della partenza ed alle 22.30, dopo un appurato controllo con il "metal detector" per verificare che nessuno porti armi sul bus (
aiuto!!!) saliamo e partiamo.
9 ore di viaggio immersa nella quasi totale oscurita'... solo inizialmente fioche luci illuminavano l'infinita distesa di sobborghi e di barraccopoli della periferia di Lima... dove le "case" (se cosi' si possono definire!!), fatte di lamiera o di mattoni di paglia e argilla cruda, si addossano l’una all’altra senza ordine; dove le strade, strette e polverose sono piene di spazzatura ed escrementi di ogni tipo... ; dove non ci sono né fogne, né raccolta dei rifiuti, né luce né acqua... dove tutto cio' che vedo mi parla di miseria ed estrema poverta'...
Il resto del viaggio e' stato effettivamente immerso nell'oscurita'... ed a volte, pur sentendomi in colpa, penso che avrei preferito poter ammirare l'Oceano che costeggia tutta la Panamericana (l' autostrada
di collegamento tra le citta' costiere), le alte colline di sabbia e arena che scendono a strapiombo sul mare... le bellezze del paesaggio e della natura.. ed immergere nel buio piu' profondo tutto cio' che invece ho realmente visto..
Tornando al viaggio... la mia notte e'stata quasi totalmente insonne, di un breve sonno agitato ed inquieto (sara' per quello che ho visto o la sensazione per quello che avverra'?)... Finalmente alle 7.30 arriviamo a Trujillo...
Scesi dall'autobus ci infiliamo nella calca di gente che circonda il bagagliaio del bus, la mia prima valigia me la consegnano quasi subito e poi con la "fiducia" della buona europea, mi metto in un angolo ed aspetto, aspetto, ed aspetto ancora... Consegnano i bagagli a tutti i legittimi proprietari ma del mio Zaino.. neanche l'ombra... "Sull'autobus non c'e'!'" mi sento dire dall'addetto, "forse e' stato caricato per sbaglio su qualche altro autobus in partenza allo stesso orario..." e cosi', sotto il sole cocente di dicembre, attendo, calma e speranzosa... Attendo per 4 ore ma del mio zaino nessuno sa niente... Peccato che nella lista dei codici dei bagagli compariva solo il codice della mia valigia e non quello dello Zaino.... Conclusione ovvia: l'incaricato dei bagagli dell'Oltursa di Lima non ha MAI caricato il mio zaino sull'autobus".....
Inizia cosi' la trafila burocratica e le stranezze del Peru' mi lasciano sempre piu' allibita!!!
La cosa piu' strana e' che il giorno in cui mi hanno rubato lo zaino non mi sentivo arrabbiata, offesa e nemmeno triste (forse mi sto gia' adeguando alla vita peruana?? dove tutto cio' che ti capita la devi prendere un po' cosi'... come viene... e guardare e andare avanti!!!). Mi dispiace solo per tutte le mie scarpe ed in particolare per quelle a punta (alla Harry Potter come le chiama Francisco) per cui non potro' piu' vestirmi come CHIARA; per la mia magliettina azzurra con il numero 33, che avevo comprato con la Dany in un negozio bolognese (DANY non possiamo piu' fare le gemelline!! anzi si!! c'e' sempre l'altra!!); e per il mio giubbotto di jeans identico a quello di LUPE (bhe siamo pari... comprato in montagnola a Bologna e ad entrambe l'hanno rubato in America latina!!)
Mi dispiace piu' per Francisco che, non solo si sente in colpa e triste per "l'accoglienza che il suo Peru' mi ha riservato", ma lo stesso giorno del nostro arrivo, sceso dal bus, ha scoperto che nel weekend gli avevano rubato la radio e gli autoparlanti dal suo adorato Maggiolone.
4 dicembre '04 La partenza dall'Italia è stata davvero traumatica... l'entusiasmo, l'eccitazione e la felicità che avevano caratterizzato i mesi antecedenti alla partenza, mi hanno abbandonato... ed hanno lasciato il posto alla tristezza ed alla malinconia... Non voglio più partire... non voglio lasciare Bologna, gli amici, la mia casetta, le mie abitudini... la mia famiglia... Non voglio più partire...
Tra poche ore sarò in viaggio ed ora sto malissimo... all'ansia e alla preoccupazione si sono aggiunti lancinanti dolori mestruali... (accompagnati da nausea e vomito costanti)
Che fossi psicosomatica lo sapevo da tempo... ma non pensavo così tanto...
L'ultima cosa che in questo momento vorrei fare è prendere un aereo che mi porti tanto lontano e per così tanto tempo... ma, nonostante tutto, mi devo far forza ed andare all'aereoporto...
Manca solo un'ora alle 7.00 e con le lacrime agli occhi ed un magone che mi attanaglia lo stomaco, saluto mamma e papà... (tanto so che li rivedrò presto... tra qualche mese verranno a trovarmi in Perù).
Salita sull'aereo mi rilasso, tutti i dolori e le ansie sembrano svanire... sono pronta per affrontare le mie prime 12 ore di viaggio (Lima-Caracas).
Arriviamo all'aereoporto di Caracas.... ci sono 29 gradi... ed io, con i vestiti ben pesanti (a Milano di gradi ce n'erano 2!!) sto morendo... il cambio climatico è davvero drastico...
Sono sola, devo prendere l'aereo per Lima, e non ho la più pallida idea sul dove andare e che fare...
Per fortuna due ragazze peruane, che camminano a pochi metri da me, devono prendere lo stesso volo... mi avvicino e faccio amicizia. Una di loro, Jessica, che vive a Cusco e lavora in Italia (a Cagliari), parla abbastanza bene l'italiano e si è offerta di farmi da traduttrice.
Sono felice di averle conosciute... ero parecchio terrorizzata all'idea di ritrovarmi sola a Caracas e magari di sbagliare volo e finire in qualche strano luogo del pianeta...
Accendo il cellulare ed un bombardamento di sms mi invade... Chiara l'Ale, Daniele, Kash... tanti amici che mi pensano... che bella sensazione...
Alle 23.00 (ora peruana), dopo un viaggio durato 22 ore, finalmente atterriamo a Lima... sono felice, emozionata, ma anche tanto stanca...
La trafila burocratica per uscire dall'aereoporto dura più di un'ora e alle 24.30 finalmente riusciamo ad uscire.
Percorro con Jessica un corridoio, creato con delle transenne, a cui lati si accalca una miriade di gente... (ho la sensazione di uscire dalla casa del "Grande Fratello"... mai vista così tanta gente in un aereoporto...)
Cerco il viso di Francisco in mezzo al migliaio di persone che mi circondano... (se lo conosco bene indosserà di sicuro qualcosa di rosso...) quando alla mia sinistra, sento una voce urlare il mio nome, mi giro e vedo una maglietta rossa sovrastare la folla.. Francisco arrampicato ad una transenna mi fa dei gran cenni.. Ci abbracciamo forte... Ora sì.. sono propria arrivata!! Da ora ha inizio una nuova vita...
Con Francisco c'è anche Yolanda, (la simpatica proprietaria del mini appartamento in cui trascorreremo i primi giorni a Lima...) e tutti e tre e i miei 3-4 bagagli, prendiamo un taxi che in 45 minuti, alla irrisoria cifra di 10 dollari ci porta a "Casa di Yolanda"...
Arriviamo così in una deliziosa casetta, dotata di miniappartamenti attrezzatissimi, soprattutto per gli italiani (c'è anche la moka per farsi il caffè!!) affittati a soli 10 dollari a notte.. economico e molto carino.. lo consiglio a tutti coloro che capiteranno a Lima..(http://utenti.lycos.it/casayolanda/)
Io nel frattempo ho una gran voglia di accendermi una sigaretta... non vedo l'ora dopo 24 ore di astinenza...
Trascorriamo così 3 meravigliosi giorni girovagando per Lima (anche se questa città di meraviglioso ha ben poco...), andiamo al mare, in centro, al parco... e, dopo mesi trascorsi a chattare in internet, finalmente possiamo ascoltare le nostre voci, guardarci negli occhi, accarezzarci...